• Un’altra storia del mondo
    Un’altra storia del mondo
  • La Vraie Carte du monde. Chéri Samba (né en 1956). 2011. Acrylique et paillettes sur toile. Collection fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris © Galerie MAGNIN-A, photo : Florian Kleinefenn
    La Vraie Carte du monde. Chéri Samba (né en 1956). 2011. Acrylique et paillettes sur toile. Collection fondation Cartier pour l’art contemporain, Paris © Galerie MAGNIN-A, photo : Florian Kleinefenn
  • Chasse au cerf dans l’île de Java. Raden Saleh Ben Jaggia (1811-1880). Pays-Bas. 1847. Huile sur toile. Musée du Louvre – Département des Peintures, Paris © Nicolas Roger / musée du Louvre
    Chasse au cerf dans l’île de Java. Raden Saleh Ben Jaggia (1811-1880). Pays-Bas. 1847. Huile sur toile. Musée du Louvre – Département des Peintures, Paris © Nicolas Roger / musée du Louvre
  • Piétons incommodés par le passage des avions. Hanoi, Viêtnam. 1954. Impressions xylographiques sur papier journal. Bibliothèque de l’École française d’Extrême-Orient, Paris, fonds Maurice Durand. Acquises par Maurice Durand (1914-1966), directeur du centr
    Piétons incommodés par le passage des avions. Hanoi, Viêtnam. 1954. Impressions xylographiques sur papier journal. Bibliothèque de l’École française d’Extrême-Orient, Paris, fonds Maurice Durand. Acquises par Maurice Durand (1914-1966), directeur du centr

Un’altra storia del mondo


Mucem, J4— Niveau 2
| From mercoledì 8 novembre 2023 to lunedì 11 marzo 2024

Questa mostra ha l’obiettivo di presentare in modo accessibile e riflessivo una storia decentrata del mondo dal XIII al XXI secolo. Senza pretendere di rappresentare il mondo nella sua integrità, propone ai visitatori di abbandonare la prospettiva occidentale ancora dominante oggi, per privilegiare altri punti di vista in Asia, Africa, America e Oceania, dove sculture, pitture, tessuti, mappe, reperti archeologici, manoscritti e arti decorative offrono un’immagine diversa delle successive mondializzazioni. Queste opere consentono di comprendere il rapporto tra tempo e spazio delle società al di fuori dell’Europa e mettere in luce il loro modo di scrivere la storia. Pelle di bisonte Lakota, bambù inciso Kanak, sarong istoriato giavanese, racconto di Griot senegalesi sono testimonianze dell’infinita ricchezza delle storiografie vernacolari. 

Viaggi ed esplorazioni di mercanti, pellegrini e studiosi arabi, asiatici o africani che “scoprono” dei luoghi lontani e producono nuove fonti di sapere sconvolgeranno queste concezioni del mondo dette tradizionali. Le conchiglie di ciprea africane, così come le mappe di navigazione cinesi, ci ricordano con forza che la globalizzazione è stata multipolare, in Asia centrale, nell’Oceano indiano e ben oltre. Nel prolungamento della progressiva apertura del globo, gli europei stessi diventano oggetto di numerose e talvolta confusionarie rappresentazioni, e il mondo oggetto di molteplici curiosità e ambizioni enciclopediste fuori dall’Occidente. Di fronte al racconto incentrato sull’Europa prodotto dagli imperi coloniali a partire dal XVII secolo, i sovrani, le élite e gli artisti degli altri continenti hanno cercato di riappropriarsi della loro storia, talvolta traendo ispirazione dalle pratiche occidentali, per inscenare il proprio potere o la resistenza anticoloniale. Nuovi romanzi nazionali consentono loro oggi di riscrivere il proprio passato reinventando il loro passato con il mondo.

 
A cura di: 
Pierre Singaravélou, storico specializzato in imperi coloniali e globalizzazione, professore al King's College di Londra e all'Università di Parigi I Panthéon-Sorbonne
Fabrice Argounès, geografo specializzato in storia del sapere cartografico e geopolitico, docente all'Università di Rouen e curatore di mostre
Camille Faucourt, curatore, responsabile del Dipartimento Mobilità e Incroci
Scenografia: in corso